Estensione a mare del monitoraggio geofisico dei Campi Flegrei mediante un sistema basato su boe strumentate: esperienze e prospettive

Sala Conferenze Osservatorio Vesuviano-INGV, Via Diocleziano 328, Napoli
Sala Conferenze Osservatorio Vesuviano-INGV, Via Diocleziano 328, Napoli
Giovedì 19 maggio, alle 11.00, si terrà a Napoli, presso la Sala Conferenze dell’Osservatorio Vesuviano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (OV-INGV), il seminario Estensione a mare del monitoraggio geofisico dei Campi Flegrei mediante un sistema basato su boe strumentate: esperienze e prospettive.
E' stata recentemente completata nel Golfo di Pozzuoli l’installazione di tre boe strumentate in grado di estendere a mare il sistema di monitoraggio geofisico dei Campi Flegrei. L’idea nasce dalla positiva esperienza condotta con la prima infrastruttura di monitoraggio marino denominata CUMAS, (Cabled Underwater Multidisciplinary Acquisition System), già operativa da anni nel Golfo di Pozzuoli, che ha permesso di acquisire nuove competenze nella progettazione e gestione di sistemi marini e, soprattutto, nuovi dati nel monitoraggio geofisico in acque costiere. I dati acquisiti dai sensori presenti nei moduli a fondo mare (sismometro larga banda, accelerometro, idrofoni e sensore di pressione), nonché quelli sulla torretta della boa, sono trasmessi in continuo al Centro di Monitoraggio dell'OV-INGV a Napoli, dove si integrano con quelli delle stazioni a terra. In particolare, è presente un GPS geodetico, che, grazie alla tipologia costruttiva delle boe, consente la misura dei movimenti del suolo a fondo mare, sia per la componente verticale che per le orizzontali. Il nuovo sistema di monitoraggio nasce grazie alla stretta collaborazione tra le Sezioni di Napoli e Roma2 nell’ambito del progetto di potenziamento delle infrastrutture marine EMSO-MedIT per il sistema di monitoraggio dei Campi Flegrei. Nel corso del seminario saranno presentate le finalità e le caratteristiche tecniche di questo nuovo sistema e i primi dati.
Relatori, i ricercatori Ingv Sergio Guardato e Giovanni Iannaccone
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- 19 Maggio 2016 11:00