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Nell'ambito del Forum Einstein Telescope Lausitz, rappresentanti scientifici e istituzionali italiani e tedeschi si confrontano sulle prospettive della candidatura congiunta Sardegna-Lusazia. La delegazione italiana, guidata dal Direttore del Dipartimento Terremoti dell'INGV Salvatore Stramondo, porta i saluti di INFN, INAF e INGV.

Si svolge oggi a Berlino, nell'ambito della Berlin Science Week 2026, il Forum Einstein Telescope Lausitz, un appuntamento dedicato al futuro dell'Einstein Telescope (ET), l'ambizioso progetto europeo per la realizzazione di un osservatorio di nuova generazione per lo studio delle onde gravitazionali.

Nel corso dell'iniziativa si terrà un incontro tra i responsabili della candidatura tedesca della Lusazia e i rappresentanti dei tre enti di ricerca italiani impegnati nel progetto: l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

La delegazione italiana è guidata da Salvatore Stramondo, Direttore del Dipartimento Terremoti dell'INGV, che porta i saluti dei tre enti, ribadendo l'importanza della collaborazione scientifica internazionale per la realizzazione di una delle più importanti infrastrutture di ricerca europee dei prossimi decenni.

Il Forum, ospitato al Futurium di Berlino, riunisce esponenti del mondo politico, scientifico e istituzionale tedesco ed europeo. Tra le personalità presenti, Elisabeth Kaiser, Ministra di Stato e Commissaria del Governo federale tedesco per la Germania orientale, Sebastian Gemkow, Ministro della Scienza della Sassonia, e Alessandra Buonanno, Direttrice del Max Planck Institute for Gravitational Physics di Potsdam, tra le figure di riferimento internazionali nella ricerca sulle onde gravitazionali.

L'incontro si inserisce nel percorso di collaborazione tra Italia e Germania, avviato con la dichiarazione di intenti sottoscritta nel gennaio 2026 dalla Regione Autonoma della Sardegna e dallo Stato Libero di Sassonia e ulteriormente rafforzato nel luglio scorso, a Nuoro, con la firma di un accordo tra i principali enti di ricerca italiani e tedeschi coinvolti nel progetto.

Al centro della cooperazione vi è la proposta di realizzare Einstein Telescope secondo una configurazione distribuita su due siti europei, con due interferometri a forma di L, uno nell'area di Sos Enattos, in Sardegna, e l'altro nella regione tedesca della Lusazia.

Una prospettiva che valorizza le caratteristiche dei due territori e le competenze delle rispettive comunità scientifiche, proponendo un modello di grande infrastruttura fondato sulla cooperazione europea.

In questo contesto, l'INGV svolge un ruolo di primo piano nella caratterizzazione geofisica del sito di Sos Enattos. Le indagini condotte negli ultimi anni hanno confermato le caratteristiche particolarmente favorevoli dell'area, contraddistinta da livelli estremamente bassi di rumore sismico, condizione fondamentale per consentire a Einstein Telescope di rilevare segnali gravitazionali di intensità straordinariamente debole.

“Per ascoltare i segnali più lontani dell'Universo dobbiamo prima conoscere in profondità la Terra e individuare luoghi straordinariamente silenziosi dal punto di vista sismico. È qui che la geofisica e le competenze dell'INGV possono fare la differenza”, sottolinea Fabio Florindo, Presidente dell'INGV. “Ma Einstein Telescope ci insegna anche qualcosa di più: le grandi sfide scientifiche non si affrontano da soli. Il dialogo tra Sardegna e Lusazia e la collaborazione tra INGV, INFN e INAF, insieme ai partner tedeschi, dimostrano quanto sia importante unire competenze e risorse per realizzare un progetto che guarda al futuro della ricerca europea”.

L'appuntamento di Berlino rappresenta un'ulteriore occasione di dialogo tra le comunità scientifiche e le istituzioni coinvolte nella candidatura congiunta, in vista delle prossime tappe del processo europeo di selezione del sito.

 

 

 

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