È in corso nella Sala Conferenze della sede centrale di Roma dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) il workshop internazionale “Earthquake Early Warning: Strategies for Italy”, un importante momento di discussione scientifica sullo stato dell’arte e sulle scelte progettuali necessarie per arrivare a un sistema di allerta sismica precoce (Earthquake Early Warning - EEW) operativo in Italia.
La discussione sarà focalizzata sulle diverse architetture possibili (dalle “on-site”, in cui la singola stazione sismica ha la capacità di lanciare un messaggio di allarme, alle “network-based”, in cui i sismogrammi provenienti da più sensori sismici sono analizzati simultaneamente prima di lanciare un allarme), sui requisiti di rete e algoritmi, sulle metriche di prestazione (tempi di allerta, falsi allarmi, mancate allerte, ampiezza della “blind-zone” – ovvero l'area nella quale il warning arriva successivamente alle onde sismiche di grande ampiezza) e sui criteri di validazione.
Il workshop, in programma fino a domani 18 febbraio, vedrà contributi internazionali sulle esperienze di ShakeAlert (operativo in California, Oregon e Washington) e allerta via smartphone (MyShake e Android), e del sistema israeliano “Truaa”.
La prima giornata del convegno sarà dedicata alle sessioni orali sul contesto italiano, le prospettive internazionali e il potenziamento dell’infrastruttura. La seconda giornata sarà invece strutturata in due tavole rotonde: nella prima verranno discusse alcune scelte dirimenti per l’implementazione di un sistema di EEW in Italia; nella seconda verranno discussi i possibili usi di un segnale di allerta sismica, il coinvolgimento delle scuole e degli altri utilizzatori finali e la cornice legale-operativa.

